Paola Bonomo: il Personal Brand non è altro da noi

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Come promesso, pubblichiamo l’intervista che abbiamo realizzato a Paola Bonomo, nostra giudice del progetto insieme a Luigi Centenaro.

Francesca: Chi sei? Qual è il tuo ruolo? Di cosa ti occupi?

Paola: Sono una manager con esperienza di tecnologie digitali nei media e nelle telecomunicazioni, attiva come consigliere indipendente all’interno dei Consigli di Amministrazione di diverse aziende nei servizi finanziari, nella moda e nell’IT. Sono anche un business angel all’interno dell’associazione Italian Angels for Growth, i cui soci investono in start-up innovative.

F: Ci racconti qual è il percorso che ti ha portato a rivestire il tuo attuale ruolo?

P: Con piacere! Ho lavorato per molti anni come consulente di direzione in una società specializzata in strategie aziendali, e poi per altri anni come manager sia nel mondo digital sia in aziende tradizionali che dovevano introdurre competenze digitali o rafforzarle. Nel frattempo, ho coltivato l’interesse per le start-up (sono socia di Italian Angels dal 2009) e più di recente mi sono formata su tematiche di corporate governance, anche e soprattutto grazie all’innovativo programma In the Boardroom.

F: Sei (o sei stata) impegnata sul piano politico/sociale? Che cause sostieni/hai sostenuto e con che ruolo?

P: Non sono un animale politico, ma ho sostenuto pubblicamente alcune campagne per interventi legislativi a sostegno della parità di genere, in particolare quella che ha portato all’entrata in vigore della Legge 120/2011 (cosiddetta legge Golfo-Mosca). Ricopro inoltre alcuni ruoli a titolo di volontariato: i più importanti sono quello di consigliere di amministrazione, su nomina del Comune di Milano, nella Fondazione Cineteca Italiana, e quello di presidente dello Stanford Club Italia, l’associazione degli alumni italiani dell’università di Stanford, dove ho frequentato il mio MBA.

F: “Il Personal Brand è ciò che gli altri dicono di te”. Chi ti conosce bene quali 3 parole chiave usa per descriverti?

P: Determinata, affidabile, esigente. In primo luogo nei confronti di se stessa.

F: Ci racconti un’occasione in cui il Personal Branding e la tua attività in rete ti hanno portato opportunità/valore?

P: Nel 2010 un’amica mi ha candidata a un premio molto bello, chiamato “LinkedIn European Business Awards”: ho finito per vincere non solo nella categoria Rising Star, quella in cui concorrevo, ma anche il Grand Prix dell’intera competizione. Ho vinto perché mi hanno votato non solo colleghi e amici, ma anche i loro amici e tante altre persone che pur non conoscendomi avevano letto di me, avevano interagito con me in rete, o anche solo mi seguivano. Che cosa ho vinto? Un viaggio a Londra e un incontro di coaching con uno dei giudici del premio!

F: Donne e Personal Branding, dicci la tua

P: Il mondo è pieno di donne competenti quanto gli uomini e a volte di più. Eppure questa competenza a volte resta nascosta nella trincea del quotidiano, riconosciuta (o non riconosciuta) dai colleghi e dai capi, senza essere portata su un palcoscenico più ampio. Il vostro Personal Brand è la vostra reputazione, dipende dalle cose che avete fatto, dalla passione che ci avete messo e dai risultati che avete portato, ma se a questo aggiungete una presenza in rete che la amplifica, sarete invitate sempre più spesso a condividere quello che sapete: che sia parlando a una conferenza, contribuendo a una testata, partecipando come “esperto” in un programma televisivo o tenendo un corso universitario. E tutte queste cose vi apriranno altre opportunità ancora.

Con un Personal Brand riconosciuto potete espandere il raggio d’azione delle vostre idee ed essere di ispirazione per altri: da punto di riferimento nel campo di cui siete esperte, avrete la possibilità concreta di diventare innovatrici che sanno portare un metodo, ingaggiare gli altri, e creare il cambiamento non solo nella vostra azienda o organizzazione ma nel vostro settore o in un intero ecosistema.

F: Qual è il tuo buon proposito di Personal Branding per il 2015?

P: Gli americani hanno una bellissima espressione, “pay it forward”: ho avuto dei mentori e delle persone che hanno creduto in me e a cui sono riconoscente, ma il tema ora non è “pay it back” a loro, bensì “pay it forward”, ovvero creare opportunità simili per altri che vengono dopo di me. A questo proposito vi raccomando anche di ascoltare questo TEDx talk di Claudia Parzani.

F: Un consiglio concreto?

P: Partite valorizzando quello che sapete fare. Se lavorate in uno studio di tributaristi, aprite un blog e scrivete il primo post su “Dieci regole d’oro per un ricorso di successo all’Agenzia delle Entrate”. Se state studiando il cinese, create una newsletter di consigli e dritte per imparare meglio il cinese. Se fate l’insegnante di liceo, create un gruppo online in cui parlare di didattica innovativa e attenzione dei teenager. Se l’unica cosa che sapete fare è portare a spasso i cani, girate un video intitolato “Tre cose da fare ogni giorno per avere un cane felice” e da lì cominciate a costruire finché non sarete riconosciuta come la migliore dogsitter del mondo, e magari anche la più simpatica. Dico questo perché il Personal Brand non è altro da noi, non è una performance che interpretiamo o una maschera che indossiamo: è una proiezione – tanto più credibile quanto più è autentica – di quello che siamo.

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10 comments on “Paola Bonomo: il Personal Brand non è altro da noi

  1. Elena scrive:

    Che bello Paola il tuo “pay it forward”!
    Grazie per i consigli che danno respiro!

  2. Sono entusiasta del clima creativo che ho trovato e della filosofia di iniziare dall’essere ciò che siamo: credo che di esperienza e professionalità ne abbiamo da vendere , l’importante è credere in noi stesse.

  3. Silvia scrive:

    Penso che nulla succeda per caso e queste indicazioni sul personal branding in un momento di cambiamento sono un’indicazione da seguire…

  4. Ida scrive:

    Grazie Paola! L’ultima frase della tua intervista motiva molto: “il personal Brand é una proiezione di quello che siamo”….la difficoltà sta nel prendere atto die propri punti di forza e di riuscire a valorizzarli..allora aguro a tutte noi tanto coraggio…per riuscire a partecipare attivamente a questo progetto, per riuscire ad esporsi e buttarsi in una nuova avventura.

  5. Tiziana Etoschi scrive:

    Paola, le tue parole mi hanno fatto riflettere molto e dato energia!
    Non importa quando partiamo, importa che partiamo!
    Sono molto felice di partecipare a questo progetto.
    Grazie Gloria Vanni per aver fatto da tramite! 😉

  6. Gloria Vanni scrive:

    Grazie, Paola, per queste tue parole che danno speranza a donne di ogni età: tutto è possibile! :)

  7. alice scrive:

    Davvero grazie per queste preziose indicazioni, mi impegnerò per metterle a frutto nel modo migliore

  8. Silvia scrive:

    Condivido le riflessioni e l’importanza di far riconoscere il proprio Personal Brand, soprattutto pensando alle potenzialità delle sinergie che possono nascere da una rete di competenze al femminile.
    Silvia

  9. Chiara Riboldi scrive:

    Intervista interessantissima e soprattutto, per una neofita del “personal branding” come me, davvero utile e ricca di idee e spunti.

    Grazie mille!
    Chiara

  10. elisabetta favale scrive:

    Mi trovi pienamente d’accordo. Io ho impiegato un po’ x trovare il coraggio di espormi al 100% poi sono riuscita e l’effetto è stato deflagrante.

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