Lo She Factor al Quirinale?

Emma-Bonino-Giorgio-Napolitano

L’Italia sta attraversando una fase politica molto delicata: il 2015 sarà l’anno dell’Esposizione Universale, nonché quello in cui il nostro Paese dovrebbe uscire dalla crisi economica. In questa situazione, le dimissioni del Presidente della Repubblica sono una vicenda delicata e da gestire nel modo migliore. Il successore di Giorgio Napolitano dovrà svolgere un compito molto importante, anche dal punto di vista dell’immagine italiana nel mondo.

È realizzabile l’ipotesi di un capo di stato donna?

Le personalità all’altezza del ruolo non ci mancano; ma siamo pronti – cittadini e politici – a fare il passo che molte grandi democrazie hanno già compiuto?

Una scelta del genere aprirebbe opportunità nuove. È quanto pensa anche Tommaso Arenare di Egon Zehnder, società leader nella consulenza sui CdA, sulla governance e sull’executive search: una donna al Quirinale, oggi, farebbe bene all’Italia

«Tutti agiamo con due pregiudizi inconsapevoli: scegliamo persone simili e lo facciamo d’impulso. Oggi, questo atteggiamento “conservativo” e inconsapevole fa perdere troppe occasioni. […] Se guardiamo al lavoro, delle donne e non solo, non amo parlare di carriera, ma di scelta. Servono scelte consapevoli».

Che si sia d’accordo o meno con leggi speciali e quote di genere, è indubbio che negli ultimi anni i passi avanti ci sono stati. Tuttavia, per rilanciare il valore dell’universo femminile in Italia una donna come prima carica del Paese, per la prima volta nella storia d’Italia, rappresenterebbe una bella spinta.

Come sostiene Francesca, “non è nostro compito fare nomi, ma ci soffermiamo solo a riflettere sul tema e sulla vastità (o meno) di nomi candidabili: quante sono le donne nella lista? La maggiori parte di noi sarebbe in grado di pensare di istinto a tante donne quanti sono gli uomini i cui nomi che circolano in questo periodo? Certo, non si riduce solo ed unicamente alla visibilità. Parliamo di competenze, di percorso, di partecipazione e di massa critica significativa a sostegno di una candidatura.”

Rendersi visibili vuol dire mettersi in gioco e una volta che si è in gioco si utilizzano delle strategie per partecipare al meglio e, perché no, vincere, ottenendo il ruolo che ci meritiamo.

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2 comments on “Lo She Factor al Quirinale?

  1. Cinzia scrive:

    Avevo pensato a Emma Bonino, poi ha comunicato problemi di salute…Un donna al Quirinale sarebbe segno di una democrazia attualizzata:::

  2. Elena scrive:

    Io dico Si!
    Per un cambiamento e un rinnovamento in progress!
    E’ ora che le “Donne corrano coi lupi” e che il mondo inizi ad accorgersene!
    Per dare significato e realtà alle parole che diciamo alle nostre bimbe, quando raccontiamo loro che possono essere/fare tutto ciò che vogliono!

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